La mia amica V.

La mia amica V. ha aspetto delicato, guanciotte paffutelle e teneri occhioni da cerbiatta. Mai diresti che dietro quel viso angelico si nasconde una femmina tostissima e anche un po' rozza.

La mia amica V. ha modalità cortesi all'apparenza ma in realtà quando le salta la mosca al naso devi correre a difendere chi le sta di fronte.

La mia amica V. è un'indefessa lavoratrice, una macchina da guerra; sembra il pupazzetto con le pile duracell, tutti si accasciano stremati al suolo e lei continua da sola a stappare bottiglie. A volte ritorna tra noi umani, a quel punto comincia ad agitarsi e a guardarsi attorno freneticamente, si mette un pasticcino in bocca e continua a lavorare con una guancia che pare abbia avuto il peggiore degli ascessi.

La mia amica V. è snella e ha belle forme, insomma è una notevole sgnacchera; mangia però a quattro palmenti, gustando il cibo con scarsa attenzione all'etichetta e mugolando quando qualcosa le piace molto. Le tette beneficiano enormemente delle calorie ingurgitate.

La mia amica V. è una forte bevitrice. Rubiconda in viso, con le guancione e la punta del naso arrossata, continua senza sosta a tracannare litri di qualunque cosa abbia una seppur minima percentuale di alcool. Non conoscendo vergogna, tutti aspettano solo il giorno in cui finalmente si metterà a cantare canzoncine oscene e si lancerà in balli scomposti, accompagnata dallo strimpellio di una chitarra.

La mia amica V. ama molto le sue amiche. E' sincera e generosa ed è anche una brava e disponibile autista. Quando è a suo agio con una persona, appena sa di potersi fidare...cade ogni freno inibitore e non nasconde più la sua patologia da sindrome di Tourette. L'amica di turno è messa alla prova ma se regge o supera V. nelle trivialità...è amicizia per sempre! E che caz...!

La mia amica V. è fidanzata con un simpatico giovane, barbuto e dal sorriso accattivante; un po' martire, egli è vessato dalle intemperanze incontrollabili della V. che, in preda ad ossessive manie compulsive di iperattività, pretende dal buon ragazzo analoghi atteggiamenti ipercinetici. Le amiche di V., comprensive nei confronti della povera vittima, tentano di frenare le iniziative e le proposte spossanti della pulzella. Esperimento fallito nel 100% dei casi.

La mia amica V. è un po' maldestra. Straparlando il più delle volte, non si risparmia grezze a ripetizione e seraficamente dice qualunque cosa le viene in mente. I tentativi di rimediare alle figurelle solitamente inducono l'interlocutore a prestare attenzione a ciò che prima, magari, non aveva colto.

La mia amica V., non paga delle 1001 cose in cui si va a ficcare, se ne cerca accuratamente delle altre, sempre più stancanti. Di solito si aggira per città e provincia con tutone e scarpe da ginnastica, per schizzare più velocemente da un punto all'altro e non perdere nemmeno un secondo della sua vita intensa. A volte ha l'aspetto un po' trasandato ma essendo una rustica zoticona nell'animo, non se cura affatto.

La mia amica V. ama gesticolare e ha un'efficace mimica facciale. Conscia della sua capacità, lancia di frequente inequivocabili segnali con corpo e viso: sgrana a dismisura i già grandi occhioni quando è sbigottita, ammicca spesso e volentieri all'amica complice, a volte convinta che non se ne accorgano tutti gli altri (ma questo richiama il punto 8), compie espliciti gesti con braccia e mani quando vuol dare a intendere che se ne frega di qualcosa o vuole invitare qualcuno a fare un viaggetto in altri paesi, esotici o no poco importa.