Quella maliarda di mia madre

Quando mia madre aveva sedici anni ne dimostrava ventiquattro. Capelli cotonati e scuri come la socia/sorella, occhi verdi, grandi tette. Mio padre la conobbe e decise in 48 ore che la vita del prete non avrebbe fatto al caso suo.

Appena sposati partirono per il viaggio di nozze. Mia madre si addormentava ovunque e non riusciva a spiegarsi il perché di tanta stanchezza. Era in arrivo la socia/filosofa, che infatti dopo esattamente nove mesi vide la luce con il pugno in bocca e i capelli rossi.

Dopo tre anni e poco più, la socia/sorella venne a spezzare la vita serena e autarchica della socia/filosofa che da quel momento dovette difendere il suo territorio, le sue merendine, i piedi delle sue bambole e qualche volta anche gli arti, presi a morsi a sorpresa.

Se mia mamma non fosse stata una maliarda, la socia/filosofa non sarebbe nata, né avrebbe sperimentato la prepotenza della socia/sorella da bambina né avrebbe rischiato di andare in terapia con la gestione del Tempio della Bellezza e del Benessere.

Nonostante tutto, sarebbe stato un vero peccato, secondo me.

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