Romantiche lettere d'amore

una lettera d'amoreIl suo primo amore fu un ufficiale che si chiamava C..

Lei ricordava spesso la bellezza di quest'uomo in divisa e le lettere che si scambiavano in segreto per alimentare il loro platonico amore.

Questo legame pulito e adolescenziale durò sette anni, fino a quando lui non le chiese di scappare via dalla loro città, per potersi sposare senza dover attendere il consenso dei genitori.

Lei rifiutò, per non disonorare sè stessa e la sua famiglia. E ben presto finì anche quell'amore fatto solo di sguardi, palpitazioni e parole sussurrate.

La dolce T. era una ragazza bruna, dagli occhi scuri e dalla corporatura alta e robusta, terzultima figlia di una famiglia numerosa e di sani principi.

Un giorno incontrò un altro uomo e si innamorò di nuovo. Lui si chiamava O. e le scrisse altrettante belle lettere d'amore. Poesie di versi e pensieri delicati d'altri tempi, scritti con una calligrafia armoniosa e curata.

Il loro matrimonio, il primo celebrato nella metropoli subito dopo la guerra, fu riportato nella cronaca mondana dei giornali dell'epoca. Automobili, tight e signore eleganti, e fra gli invitati anche attori di teatro, per un matrimonio insolito, in cui si sposavano due fratelli contemporaneamente.

Lei era graziosa nell'abito bianco cucito da sua madre e felice partì per il suo viaggio di nozze in una nota località di mare, per cominciare la sua nuova vita da signora.

Al suo ritorno andò a vivere nel grande appartamento in cui viveva la famiglia del marito e lì nacque la mamma della filosofa Ros, che ancora oggi ricorda quelle ampie camere, il cuoco che preparava i pasti con il suo cappellone bianco e la sua bisnonna contessa.

Dopo pochi anni, la nuova famiglia traslocò in una casa che fosse solo loro e nacquero altri due figli, un maschio e una femmina.

Purtroppo, alla giovane età di 49 anni, il marito di T. morì per un edema polmonare, dopo una lunga malattia. Allora la filosofa Ros era nata da poco e non ricorda molto di quegli anni tristi che visse la sua dolce nonnina.

Rimasta vedova con due ragazzi da crescere e con un grande vuoto nel suo cuore, iniziò a lavorare affinchè ai suoi figli non mancasse nulla, perchè la pensione del nonno O., andato via prematuramente, non era sufficiente al mantenimento della famiglia.

Lei, dignitosa e forte, non si lamentò mai per ciò che non aveva più, e fu sempre presente nella vita dei figli e dei suoi 4 nipoti.

Di nonna T. giovane la filosofa Ros ha tantissimi ricordi. Il suo profumo delicato, la sua voce squillante, le sottovesti di pizzo che le mostrava orgogliosa, l'immancabile collana di perle, la sua ingenua vanità, i viaggi in cui volle portare con sè quella sua nipote sempre pronta a partire.

Furono anni in cui la mamma della filosofa Ros e sua madre vissero molto strette l'una all'altra; grazie a questa unione, anche la nipote Ros potè rafforzare il suo legame di amore con la nonnina T. e considerarla una delle persone più importanti della sua vita.

Dopo molti anni di solitudine, la nonna T. si risposò. Suo marito F. era un uomo buono e generoso, che amò anche i nipoti di T. come se fossero stati i suoi. Ros ricambiò questo affetto con altrettanto trasporto e conserva di lui un tenero ricordo.

Non è comune per una giovane donna assistere al matrimonio di sua nonna, vestita sobriamente e con atteggiamento compito dinanzi all'altare, con un piccolo mazzolino di fiori fra le mani unite. La filosofa Ros ha avuto questo privilegio e custodisce nella sua memoria quel giorno di festa con grande commozione.

Dopo circa dodici anni, anche il nonno F. lasciò T. da sola. Lei pianse molte lacrime e nuovamente dovette farsi forza e riprendere il suo percorso di vita senza un compagno.

Un giorno la nipote Ros apprese che la sua nonnina, all'età di 84 anni, aveva un corteggiatore.

“E' un uomo distinto, signorile. Ha intenzioni serie ma io non voglio risposarmi. Gli ho concesso di prendere assieme un caffè, tanto il bar è un luogo pubblico...” poi, quasi bisbigliando, aggiunse “ma non da soli... Che penserebbe la gente? Ti pare? Ho chiesto a tua sorella M. di venire con noi. Ho fatto bene, che dici?”. E fu così che M., la sorella della filosofa Ros, fu obbligata a reggere il moccolo a sua nonna e al suo spasimante sfortunato, che non riuscì a ottenere la mano della sua amata.

Oggi la filosofa Ros è ritornata nella metropoli per stringere ancora un po' a sè la nonna T., che da qualche giorno ha smesso anche di lamentarsi. Le ha accarezzato i capelli e ha ascoltato il suo respiro affannoso. Le ha ripetuto all'orecchio quanto le volesse bene. Le ha tenuto la mano per quasi un'ora e si vuole illudere che la sua dolce nonnina gliela stringesse e la tirasse al suo viso per un motivo ben diverso da un semplice riflesso condizionato.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Cerchi qualcosa?

Che ore sono?

Che giorno è?

Dicembre 2017
DLMMGVS
12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31

Suggerimenti

Tag-cloud


Articoli collegati

Spot

Social Media Links

TwitterFacebookFeed

Archivio Post

Directory Blog

BlogItalia - La directory italiana dei blog

Award Winning Voyeurism and Personal Journal Blogs - BlogCatalog Blog Directory

Miglior Blog

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive plugin by www.channeldigital.co.uk