Unstoppable - Fuori controllo

UnstoppableLa trama è un po' banale ma il film è fatto bene e si lascia guardare con interesse.

Insomma, la Ros-sastra non si è addormentata e poi, sapere che la storia è ispirata a un fatto accaduto nell'Ohio nel 2001, le ha messo l'ansia.

Dunque, siamo in una stazione ferroviaria in Pennsylvania ed è il primo giorno di lavoro di un giovane macchinista, Will, bonazzo dagli occhi azzurri, ovviamente in crisi con la moglie.

Appena arrivato sul posto di lavoro tutti i colleghi, le solite arpie, commentano sul fatto che è un raccomandato. Questo dettaglio serve evidentemente a farci pensare che Will è un povero scemo che è lì solo per la botta al sedere che ha avuto, e invece...

Denzel Washington, con pochi capelli per farcelo sembrare ancora più maturo ma tanto è bello lo stesso, è Frank, un veterano che dovrà affiancare il giovane Will nel lavoro.

Mentre i due organizzano le loro cose, un emerito imbecille deve spostare su un altro binario un convoglio ferroviario piuttosto lungo. Costui scende dal treno in movimento, innestando i comandi automatici, per effettuare un'operazione che poteva benissimo fare il suo collega e non riesce più a risalire in cabina di comando. Il treno continua la sua corsa e prende velocità, tutto solo soletto.

Al posto dell'operaio cretino la filosofa Ros si sarebbe subito data una martellata su un piede per espiare in parte la sua demenza. Si apprende, giusto per peggiorare la faccenda, che il treno non trasporta biancheria da bagno o chicchi di mais per fare il popcorn ma un carico di rifiuti tossici e materiale infiammabile. Mica solo uno? Tutt'è due. Ci potevano mettere pure un'arma batteriologica e poi avevamo fatto bingo. A questa notizia, al posto dell'idiota, la Ros-sastra si sarebbe trascinata con il piede martellato verso la leva dello scambiatore dei binari per conficcarsela nella giugulare e farla finita. Invece lui non lo fa. Irresponsabile e codardo.

La capoufficio di tutto il gruppo, riesce a mantenere la calma e a tentare via telefono di risolvere 'sto casino. La filosofa ha nutrito una grande ammirazione per questa donna; al suo posto avrebbe sbattuto la testa nel muro per il primo quarto d'ora, successivamente si sarebbe sfogata mettendo le mani addosso al deficiente e in ultimo avrebbe, forse, recuperato un po' di controllo.

In effetti, il guaio è grosso perché se il treno, con tutto quel ben di Dio sopra, deragliasse, potrebbe decimare un'intera città. Guarda caso, una pericolosa curva dei binari si trova proprio in prossimità della cittadina di Stanton.

Che si fa? Che si fa? Mentre tutto ciò avviene, Frank e Will socializzano, si scambiano confidenze e stanno per diventare amici del cuore. Il proprietario della società ferroviaria affronta con impegno e senso di responsabilità la questione. Interrompe la sua partita a golf e chiede prima "quanto ci costa tutto questo?", poi conclude con un "ok" al suo scagliozzo, riprendendo a giocare. Grande coinvolgimento emotivo, la Ros si è commossa. Tutti gli altri invece tentano strategie per fermare questo cavolo di treno che tira dritto senza paura.

Prima, cercano di calare un giovane marine con l'elicottero sopra la cabina di pilotaggio, ma lo sfigato va a sbattere sul vetro, si tagliuzza con i frammenti e sviene mentre è ancora penzoloni dal velivolo; poi, un povero disgraziato di macchinista cerca con una motrice di fermare il treno mettendosi davanti ma si gioca i freni e va pure a finire al Creatore.

Intanto la città si avvicina e il treno non accenna a rallentare. Frank e Will vengono informati dell'imminente tragedia e gli si chiede di cambiare binario, giusto per non perdere anche altri due dipendenti, oltre alla motrice che conducono. Ecco che gli eroi si propongono di fermare il treno agganciandolo dalla coda. L'ansia monta al massimo.

Chiaramente, sia la moglie di Will che le figlie di Frank, con le quali i rapporti non erano proprio idilliaci, guardano tutto dalla televisione e rivalutano i loro cari. Sempre così, solo se uno sta per perdere le penne viene considerato un bel pollo e viene rimpianto. Comunque, i due riescono a tallonare il treno.

Will, più giovane e aitante, cerca di fare il lavoro sporco di aggancio dei due vagoni. Armeggia con coraggio. Un primo tentativo fallisce e dal vagone di coda del convoglio fuoriesce qualcosa che sembra grano. Da dove viene fuori la granaglia? Non si vede più niente ma questo è comunque un gran colpo di fortuna. Meglio il grano in faccia che un rifiuto tossico in fronte! Will ha un momento di sbandamento poi si riprende e continua a smanettare sugli agganci; riuscito nell'intento, potrebbe godersi il momento di gloria quando si ferisce a un piede e resta appeso al vagone. Tutti con il fiato sospeso. Con difficoltà, Will rientra in cabina e si accascia sulla sedia per lamentarsi in santa pace. Certo, adesso che è infortunato non può raggiungere la testa del treno. E chi lo fa? Frank, per forza. Sono solo loro due...

Will si mette al comando della motrice e Frank si va a fare quattro passi sopra il treno. Tutto sembra andare per il meglio ma c'è un ostacolo che separa due vagoni. E' impossibile passare da uno all'altro. Proprio mentre manca pochissimo alla città. E che diavolo!

A questo punto, rientra in gioco Nedd, un altro operaio della società che già al principio aveva cercato di portare il treno su un binario morto. Con il suo pick-up insegue il convoglio pazzo, fa saltare Will sul fuoristrada e lo porta a tutta birra alla cabina di testa. Il giovane macchinista riesce a fermare il treno. Esultazione, esultazione! Tutti sono felici , compreso l'idiota che ha combinato questo pasticcio! Ma che hai da ridere, brutto scimunito? Vatti a suicidare, và! 'Sto cretino...

Encomi per i due eroi, lavoro assicurato a vita, nonostante la crisi, amore ritrovato per Will, pace fatta in famiglia per Frank e accenno delicato a una possibile passioncella di questo ultimo con il capoufficio che, aperta parentesi, è una bella sgnacchera.

Ispirato a una storia vera, si apprende che l'operaio deficiente ha cambiato lavoro e lo si potrebbe incontrare in qualche fast food in Pennsylvania.

Se alla viaggiatrice Ros gli dovesse capitare a tiro, una capata in bocca mentre prende l'ordinazione non gliela leverebbe nessuno.

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