Quella casa nel bosco

Quella casa nel boscoChi conosce la Ros-sastra sa molto bene che lei, affetta da masochismo estremo, adora guardare i film horror per poi non dormire la notte e chiedere al marito M. di chiacchierare un po', alle 3 del mattino, e a luce accesa.

Non lo sapete che i mostri fuggono con la luce? Il potere della lampadina è stato sempre ingiustamente sottovalutato.

La filosofa Ros, che vive nel meraviglioso mondo delle domande, il più delle volte senza risposta, si è chiesta spesso se per caso il marito M. non sia affetto anche lui da tale tendenza autolesionista, dal momento che non è infrequente che lui stesso proponga alla sua dolce sposina queste terrificanti visioni. Dice di farlo per amore. In effetti, sospira di frequente e mantiene una faccia disgustata per l'intero film per poi definirlo puntualmente “la boiata del secolo”. Ma se fingesse?

Il mistero aleggia sulla casa degli affiatati coniugi...

Comunque, alcune settimane fa gli sposini hanno visto questo film dalle recensioni discordanti. Per alcuni era una gran...fesseria, per altri un colpo di genio. La curiosità ros-sastra si è scatenata e ora soddisferà dettagliatamente la vostra...

L'incipit è un classico. I soliti 5 adolescenti cerebrolesi, tra i quali un tossico, un belloccio superficiale, una bella ochetta, una ragazza intelligente, carina e pure virtuosa, insomma di quelle che di solito non si fila nessuno, e un intellettuale, portato dietro per essere appioppato a quest'ultima sfigata. Insomma, i personaggi sono un clichè.

Dove possono mai andare questi 5 amici? Chiaramente a trascorrere un weekend in un posto desolato, in una casa di legno, di proprietà del cugino del belloccio, sperduta in un bosco, per dare agio a qualche pazzo maniaco di agire indisturbato.

I ragazzi, a bordo di un camper, si fermano lungo il percorso per un rifornimento di benzina in una stazione di servizio squallida, piena di rifiuti al punto da sembrare una discarica e gestita, evidentemente male, da un individuo poco raccomandabile. Dopo la loro partenza, il benzinaio contatta alcuni tizi per avvisarli che i 5 amici si stanno dirigendo alla casa. Perchè?

La baita è in realtà piena zeppa di telecamere, in ogni stanza, e un gruppo di tecnici, in un bunker sotterraneo, segue ogni mossa dei ragazzi e fa scommesse su chi morirà per primo e per mano di chi. Bella gente, davvero!

La filosofa Ros, mentre il marito M. guardava il film senza commentare perchè i giudizi si esprimono ai titoli di coda, si fissava invece su un dettaglio e ne cercava inutilmente la motivazione per l'intero film, ad alta voce. Ma lei non vi dirà subito di cosa si tratta. Un po' di suspence anche per voi...

Arriva la sera, in casa l'atmosfera si scalda e ci si diverte con giochi di dubbio divertimento. La scemetta assolve al suo ruolo in modo magistrale e il belloccio sghignazza per tutto e se la spassa come un matto. Nonostante l'amico tossico ci dia dentro con gli spinelli, osserva che il comportamento dei due è piuttosto strano.

Colpo di scena. I tecnici, che hanno continuato a spiare i ragazzi attraverso le telecamere, per spingerli a scendere nel seminterrato azionano l'apertura di una botola.

Voi cosa avreste fatto? La Ros-sastra, costretta con la forza a trascorrere il fine settimana nella casa di legno nel bosco, alla vista di una botola che si apre da sola, avrebbe afferrato il borsone e se la sarebbe data a gambe come un fulmine. I 5 invece scendono in cantina.

La trama fino ad ora non esce dai classici canoni da film horror. Il tossico, verso il quale la filosofa Ros ha nutrito subito grande simpatia, propone agli amici di risalire. Nessuno gli dà ascolto. I ragazzi iniziano a gironzolare nel locale, fra oggetti disparati ammassati ovunque. I tecnici nel bunker sono in apprensione, li osservano e ad alta voce li spronano a prendere l'uno o l'altro oggetto. Una caciara, insomma. Domanda: che gli frega quale cosa scelgono e chi lo fa e perchè lo fa?

Ad un certo punto, la ragazza sveglia inizia a leggere ai compagni il diario di una ragazzina. Il tossico, al quale evidentemente la droga assunta stimolava capacità divinatorie nascoste, le chiede di non farlo. L'amica non lo ascolta. Maledizione! La Ros-sastra ha un terribile presentimento anche lei e, infatti, appena letto l'ultimo rigo della pagina, un'intera famiglia di zombie esce dal terreno e inizia a brancolare nel bosco. Nel bunker alcuni festeggiano la vincita della scommessa, altri si rammaricano per aver perso.

E adesso....sono cavoli amari...!

Usciti dalla cantina, l'ochetta e il belloccio iniziano ad amoreggiare. Mica nella loro confortevole e pulita camera da letto? Nooooo. Se ne vanno nel bosco, al buio pesto, su un giaciglio di fogliame, legnetti e formiche. Secondo voi, a questa vista, una famiglia di zombie che può fare? Sinceramente...! Zompargli addosso, ovvio...!

Mentre due dei cadaveri ambulanti fanno fuori la povera ochetta, una ragazzina zombie senza un braccio si dirige verso la casa per seminare anche lei un po' di terrore. Il belloccio riesce a scappare, avvisa del pericolo gli altri e propone di rimanere uniti. Ai tecnici del bunker questa proposta però non garba per niente; non è facile che i ragazzi muoiano in tempi stretti se sono insieme. Un bel problema, davvero! Ma la soluzione è a portata di mano: aumentare la dose di droga che avevano già diffuso in precedenza nella baita sotto forma di gas e che altera il comportamento. Immediatamente il belloccio cambia idea. Ecco spiegato lo strano atteggiamento dei ragazzi che il tossico aveva notato. Avendo lui fumato marijuana non aveva subito influenze dal farmaco inalato. Come a dire...vaccinato dallo spinello!

I ragazzi si rifugiano ognuno nella propria stanza. Che grande idea! In effetti, che pericolo puoi correre in una stanza al piano terra, con un ridicolo infisso a vetrini quadrati, in una casa di legno che puoi buttare a terra con una craniata, e un paio di zombie che ti cercano e possono entrare dalla finestra. Infatti, dopo aver scoperto per caso la telecamera nascosta nella sua stanza, il tossico stupito dà le spalle alla vetrata e viene afferrato da uno zombie che lo trascina fuori casa e sparisce con lui.

Il belloccio, l'intellettuale e la ragazza con il sale in zucca a razzo escono dalla casa e tentano la fuga con il camper. Finalmente una cosa sensata! Ecco però che un'esplosione provocata dai tecnici causa il crollo di un tunnel che avrebbe consentito loro di uscire dalla zona sorvegliata.

Il belloccio quindi tenta di oltrepassare un fossato con la moto che si era portato dietro il camper ma, nel salto, sbatte contro una specie di campo di forza invisibile e dopo essere rimasto stecchito come una zanzara contro il fulminatore, cade nel vuoto.

I due superstiti, giustamente terrorizzati e increduli per ciò che sta accadendo, risalgono sul camper per cercare una strada alternativa. Appena cala la tensione e la Ros-sastra stava abbassando finalmente le mani dagli occhi, zac..! uno zombie fa fuori l'intellettuale, proprio quando era cominciata da un'oretta la passioncella fra lui e la sfigata. D'altro canto la tizia è sfigata, quindi ha senso che il fidanzato nuovo di zecca venga fatto fuori da un cadavere vagante...!

La povera ragazza, sfuggita alla morte, rimane sola, in un posto da cui non può scappare, per giunta un bosco, in piena notte e con almeno 3/4 zombie in giro che la cercano. Le possibilità di tirare le cuoia, non escludendo un infarto per la paura o una testata al primo tronco per suicidarsi, sono infinite!

Nel frattempo, mentre la poveretta vaga disperata, i tecnici iniziano i festeggiamenti perché pare che fosse sufficiente la morte di 4 ragazzi su 5. Per fare cosa? Stiamo per scoprirlo quando il festino viene interrotto dalla notizia che il tossico non è morto perchè è riuscito a fare a pezzi il suo zombie.

I due ragazzi si ritrovano insieme nella baita e si rifugiano in una stanzetta con le pareti a vetro, come un'ascensore. Un braccio dello zombie che se ne va in giro ogni tanto entra nell'inquadratura per scatenare sensazioni di disgusto nello spettatore. O ilarità, a seconda dei punti di vista.

I due amici attivano l'ascensore. Dove condurrà? La cabina, lungo il percorso, si ferma di tanto in tanto e ogni volta, in una sorta di gabbia, attraverso il vetro, si vede un mostro...un lupo mannaro, un tizio enorme con borchie, cicatrici e faccia assassina, uno spettro, e così via. I due intuiscono di aver provocato loro, inconsapevolmente, la scelta del mostro che li avrebbe dovuti uccidere, scegliendo un oggetto a caso nella cantina.

Arrivati nel bunker, i ragazzi, per sfuggire alla sorveglianza, non trovano altra soluzione che liberare tutte le creature orribili presenti nella struttura. Si scatena un casino senza precedenti. La Ros-sastra, alla vista di tutti i possibili mostri partoriti da fantasie perverse, è all'apice della paura e ricorre alla capannella fatta con la copertina, allo stritolamento del cuscino per scaricare la tensione e a gridolini liberatori. Una scena pietosa... Il marito M. è rimasto impassibile, anche a questa visione. Nulla più ormai lo stupisce di sua moglie...

Tornando al film, i due sopravvissuti arrivano in una cripta, chiamata il Tempio, dove li raggiunge una Sigourney Weaver caduta veramente in basso, che tenta di convincere la ragazza a fare fuori il tossico per completare il rito, così che gli antichi Dei che dimorano sotto la casa si plachino e non distruggano l'umanità.

La donna, Direttrice della struttura, spiega loro che ogni anno, per mantenere in un sonno perpetuo queste Divinità, è necessario un sacrificio umano che preveda la morte in sequenza di 5 ragazzi che rispondano a 5 archetipi: la Puttana, l'Atleta, lo Studioso, il Buffone e la Vergine, la cui morte è però facoltativa.

La ragazza esita a usare la pistola contro l'amico tossico che le aveva salvato in precedenza la vita e mentre si arrovella sul da farsi, viene attaccata alle spalle dal lupo mannaro. Il tossico afferra l'arma e uccide il lupo, indi si rivolge alla Direttrice e, comprensibilmente alterato, cerca di menarla di santa ragione. La donna sta per avere la meglio, quando la ragazzina zombie, testé ricomparsa, le assesta un colpo di accetta e la spiaccica sul pavimento. Il tossico, ormai lucido e seccato da tutti questi contrattempi, le afferra entrambe e le butta di sotto.

Ultimata la pulizia, i due amici, stremati e feriti, concordano sul fatto che se l'umanità finisse non sarebbe poi un gran danno. “E meditare su un duplice suicidio, no?” si è chiesta la filosofa Ros, sbirciando dalla copertina.

Mentre i due amici si fumano una canna, una mano gigantesca esce dal terreno per annunciare l'arrivo degli antichi Dei.

Giunti a questo finale davvero entusiasmante, la Ros-sastra non ha ottenuto risposta al suo quesito iniziale e ciò l'ha innervosita un bel po'.... per cui lei, accendendo le luci per andarsene a non-dormire per tutta la notte, ha chiesto al marito M. “ma poi, il cugino del belloccio che aveva di buon grado dato le chiavi della casa ai ragazzi...in che rapporti era con quei bastardi del bunker? Non se ne fa parola! Forse era uno dei tecnici...! In tal caso, è ancora più bastardo dei colleghi! Vatti a fidare dei cugini!…Amore...hai mica sonno? ...Parliamo un pochino?”.

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