Quei malefici quattro anni

Quando la piccola Ros venne al mondo non emise subito il primo vagito perché era intenta a mordicchiarsi con le gengive una mano. Quando si dice "il buongiorno si vede dal mattino". Ella è in sovrappeso intimamente, mentalmente, geneticamente oltre che fisicamente. E' il suo destino, lei è grassa nel cervello.

Da piccola, a pochi mesi, il suo musetto paffuto colpì involontariamente il ciuffo di panna sopra il cono gelato della sua mamma. Fu amore al primo assaggio. La lingua girava a 360° per non lasciarsi sfuggire nemmeno un po' di quella gustosa fonte di dolcezza.

Raggiunta l'età della ragione e spuntati i primi dentini, le nonne misero il carico da novanta. La merendina della bimba Ros consisteva in un quarto di pane pizza con all'interno una fetta di caciocavallo dello spessore di una fetta di cocomero.

A 18 anni, i sensi di colpa senior e junior cominciarono a rosicarla. Schiava e sottomessa ai complessi, andò dal dietologo e perse svariati chili. La faccenda dell'osso a vista durò all'incirca quattro anni, costellati di pranzi e cene approssimativi, ridicoli tentativi di praticare sport e scarso equilibrio emotivo.

Poi giunsero l'autostima, la battaglia ai sensi di colpa e la filosofia, compagna di vita e di riflessioni. Gradualmente ma costantemente, la filosofa Ros recuperò i chili dispersi chissà dove, ritrovandoli tutti e aggiungendone qualcuno.

Oggi, conscia di aver forse esagerato con l'autostima e l'equilibrio psichico, se ne va in giro senza sprezzo del suo aspetto florido.

Quei quattro anni di magrezza, tuttavia, pare siano stati scolpiti nella memoria di tutti coloro che l'hanno conosciuta dai 18 ai 22 anni. "Ricordi quando eri magra?". E giù con le allusioni a come sarei stupenda se tornassi a pesare la metà.

Mi domando: ho 44 anni e tutti mi ricordano com'ero in quei quattro anni. E di come sono stata per gli altri 40? Niente. E' un po' come quando qualcuno commette un errore una volta e si dà per scontato che sbaglierà sempre. Ho fatto una dieta una volta e tutti si aspettano che la debba fare di nuovo.

Per contrastare lo sfracassamento degli zebedei, tendo a rispondere "Certo che lo ricordo...effettivamente ero una silfide a 18 anni. E tu, ricordi quando non avevi le rughe? Bei tempi...E non tingevi i capelli, perchè erano tutti neri...E com'eri carino quando portavi la macchinetta per i denti...".

Solitamente, a questo, il sorriso del nostalgico diventa un ghigno e a me viene da ridere.

Sono proprio una serpe....

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