Viaggio verso la metropoli, viaggio verso la santità

Il mio amore sfacchina per l'intera settimana nella metropoli. Per raggiungerla, dalla cittadina di A., deve effettuare una discesa dai monti alle sei meno un quarto del mattino. In questi giorni, o fa gli slalom sulla neve o pattina sul ghiaccio. E meno male che la macchinina sprint è una 4X4, altrimenti erano danni, personali e del mezzo.

Sceso a valle, molla l'auto e si fa un'arrancata in salita di dieci minuti fino alla fermata dell'autobus, al freddo e al gelo, anche in autunno e in primavera. In estate si porta dietro solo 4 strati di vestiti perché, lasciata la Transilvania, nella metropoli la temperatura è sempre di parecchi gradi più alta e gli tocca alleggerirsi. Poi prende l'autobus, a due piani, che fa molto figo. Dopo circa un'ora, scende nella stazione della metropoli e corre a prendere la metro, oppure un tram, oppure un altro autobus; insomma, quello che passa per primo. La suspence è assicurata.

Alle 8 timbra il suo cartellino e inizia il vero lavoro. Dopo otto ore, rifà il percorso al contrario. Per alcuni mesi, anche la filosofa sua sposa ha fatto la stessa vita. Rientrata a casa, sveniva sulla porta. Invece lui, di ritorno dalla metropoli, viene anche a raccattare la sua sposa ovunque si trovi nella cittadina di A., accende il camino e dopo cena trova la forza di salire in mansarda "a lavorare" o riesce a vedere un film fino alla fine. Quell'ameba di sua moglie, invece, che al mattino si alza alle 7 e dopo tre quarti d'ora è già alla scrivania, alle dieci di sera mostra già dei chiari segni di ottenebramento mentale.

E non è tutto. Ieri sera il mio amore mi ha sintetizzato così il suo viaggio in autobus: "appena entrato...una puzza terribile! Il riscaldamento era al massimo e dopo dieci minuti, tra il caldo, la puzza e la carenza di ossigeno, mi sentivo drogato...I due tizi davanti a me non hanno fatto altro che parlare per l'intera ora, ma mica di argomenti interessanti! Un'ora di pure caz...te, mentre quello seduto alle mie spalle ha russato come un mantice, ininterrottamente. Dopo un quarto d'ora dalla partenza i posti a sedere erano già finiti e un ragazzo ha fatto il viaggio in piedi. A un certo punto, una tizia seduta tre file davanti alla mia ha lanciato un urlo e ha gridato "c'è una blatta enorme in corridoio!". Tutti con le gambe alzate e a guardarsi intorno. Si è scatenata la gara a chi uccideva la blatta. L'autista impassibile....Però stavolta siamo stati fortunati...almeno non si è rotto l'autobus...vuoi una fetta di pane imburrato, amore?".

Mio eroe...

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