La conquista della patente

La filosofa Ros, da ragazzina, era una studentessa molto attenta e curiosa ma timidissima! Chi la conosce oggi non ci crederebbe mai, spudorata e intraprendente com'è. Lei, che un tempo si avvampava pure se uno la guardava di sfuggita, oggi arrossisce solo dopo una buona bevuta. Cosa l'ha fatta cambiare così tanto? Il lavoro fatto a tu per tu con il suo Super Io, la lotta intrapresa con successo contro i sensi di colpa e i complessi, il masochismo che coltiva in modo insano e passionale.

La filosofa Ros decise di punto in bianco di fare tutto ciò che le faceva paura; in tal modo si accorse di aver ingigantito sempre le situazioni che temeva di affrontare e una volta superati gli ostacoli, diventava sempre più forte e consapevole di poter fare molte più cose di quanto avrebbe immaginato.

La prima vittoria la ottenne a diciotto anni con la patente. Si iscrisse al corso di guida con la mano tremolante dalla paura.

La teoria non fu un grosso problema, a parte gli ingranaggi del motore, lo spinterogeno, le candele e la ferraglia vicina. Essendo secchiona geneticamente e ritenendo una bocciatura la peggiore delle umiliazioni possibili, studiò come una pazza e superò i test.

Le guide invece la atterrivano e le mettevano un'ansia tale che il volante diventava più scivoloso di una saponetta. Miracolosamente superò anche l'esame di guida ma giusto perchè l'esaminatore non la fece parcheggiare, ma solo accostare al marciapiede. Lei inserì con disinvoltura la freccia e lo conquistò.

Le prime uscite con la macchina la videro elemosinare la compagnia di qualcuno che la sostenesse psicologicamente.

La peggiore ad accompagnarla fu in assoluto la madre. Più terrorizzata della figlia filosofa, sua madre si teneva aggrappata alla maniglia dello sportello con entrambe le mani e sussultava ad ogni frenata, anche se avveniva dolcemente e a dieci metri dall'auto più vicina. Quando si dice "incoraggiare e infondere coraggio a chi ti sta vicino".

La figlia filosofa ben presto decise di dirottare sulla sorella. Costei, fumina già da piccola, trascorreva il tempo in macchina con il finestrino abbassato e metà del corpo fuori ad insultare tutti, anche quelli che alla guidatrice filosofa Ros non avevano fatto assolutamente nulla e che quindi avevano tutte le ragioni dalla loro parte. Miracolo nella 34.a strada non è il titolo di un film, ma si riferisce al fatto che è stato un miracolo non essere pestata a sangue da qualcuno per colpa di mia sorella.

Un giorno la filosofa Ros, senza preavviso, nemmeno a sè stessa altrimenti le saliva il livello di ansia, afferrò le chiavi della macchina e decise di farsi un giro da sola. Le veniva da piangere ma superò indenne l'uscita e capì che ci sono tre grandi vantaggi ad uscire in macchina da sole: non rischi la vita per colpa di chi siede sul sedile affianco al tuo ma solo se sei tu a combinare pasticci, puoi commettere qualsiasi errore e ometterlo perché non hai testimoni, puoi cantare a squarciagola e fregartene di essere stonata come una pianola senza tasti.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Cerchi qualcosa?

Che ore sono?

Che giorno è?

Settembre 2017
DLMMGVS
12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930

Suggerimenti

Tag-cloud


Articoli collegati

Spot

Social Media Links

TwitterFacebookFeed

Archivio Post

Directory Blog

BlogItalia - La directory italiana dei blog

Award Winning Voyeurism and Personal Journal Blogs - BlogCatalog Blog Directory

Miglior Blog