Filosofia Vs Diritto

Quando la studentessa Ros terminò il liceo classico, per la prima volta nella vita volle essere pratica e dirottare i suoi studi su qualcosa di veramente utile. Decise quindi di iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza. Non che ne fosse molto convinta ma pensò che una laurea simile potesse aiutarla ad entrare nel mondo del lavoro.

Ora, non gliene vogliano i brillanti laureati in Legge che lei ammira dal profondo del suo cuore, e tra questi la socia/sorella, ma quell'anno fu per la giovane Ros l'apice della noia, il raggiungimento della vetta dell'insofferenza e della pesantezza, la vittoria del Primo Premio "Palla di acciaio" al Festival dei tomi universitari, la pizza più stratosferica che abbia mai subìto.

Per tergiversare prima della probabile fuga, la studentessa Ros scelse acutamente di affrontare per primi gli esami di Filosofia del Diritto e di Storia del diritto romano, e li superò brillantemente. Poi, masochista qual è sempre stata, volle tentare la carta del Diritto Privato. Se ci si deve mettere alla prova, meglio puntare in alto, no? Una rottura di scatole senza tregua. Il diritto, mirabile materia ricca di certezze, era un supplizio per una tizia che viveva e vive tuttora nel mondo delle probabilità.

L'universitaria Ros, provata e annoiata a morte, si presentò puntuale all'appello per sostenere l'esame. Un indulgente assistente la ritenne addirittura idonea, e lei fu invitata a risedersi in aula per attendere di essere interrogata dal titolare della cattedra.

Mentre i suoi colleghi si rosicchiavano nervosamente anche i polpastrelli, la filosofa nell'animo Ros, prima di cadere addormentata e russare in aula, ebbe un moto di vita. "Basta con questo diritto! Ne ho abbastanza! Tanto non farei mai l'avvocato perchè non difenderei mai un disgraziato colpevole! Con la filosofia non troverò un lavoro?...Pazienza! Almeno trascorrerò 4 anni felice...!". Si alzò in piedi e al grido di "Liberté!!!" uscì dall'aula, tra lo sconcerto dei professori e dei non futuri colleghi.

L'anno successivo, la filosofa Ros iniziò a vivere. Quattro anni meravigliosi in cui visse sempre nella sua spettacolare e sfavillante realtà parallela. Quattro anni in cui quel poco di senno che aveva, fu perso completamente. La filosofa Ros terminò gli esami in tre anni e una sessione e filosofeggia ancora oggi, con un libro in mano e la testa fra le nuvole.

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