Il calabrese per tutti. Lezione 1

Peperoncino calabreseStamattina, ore 10.30.

L'amica A., calabrese purosangue, trovandosi per caso nei pressi del Tempio della Bellezza e del Benessere, ha pensato bene di fare una visitina a sorpresa all'amica Ros.

Non vedendola da giorni, la socia/filosofa Ros ha mollato la sua postazione alla socia/sorella per correre al bar dell'amica P., per un gustoso caffè in compagnia della sua insegnante di calabrese.

Vi è mai capitato, incappando in un madrelingua, di volerne approfittare per fare un po' di buona conversazione e colmare gravi lacune? La filosofa Ros ha colto infatti l'occasione per chiedere all'amica calabrese il significato di una probabile frase idiomatica della lingua che si parlava prima della Torre di Babele.

"Senti amica A., ho trovato in giro un'espressione che mi è risultata oscura. Potresti fornirmi adeguati chiarimenti?".

"Sentiamo" ha risposto interessata, con la tazzina in mano.

"Che significa "Chimmu ti ngruppa, davero"? Ad occhio, credo di aver capito solo "davero", per assonanza con l'italiano".

L'amica A. ha sbattuto la tazzina sul piattino e, con le sopracciglia aggrottate, le ha detto stizzita: "Non capisci nemmeno una frase così semplice? E tutte le lezioni impartite in questi mesi? Che fine hanno fatto? E poi...dov'è il taccuino che dovevi comprare per segnare i vocaboli che non conosci?".

La studentessa Ros, conscia della sua colpevolezza, ha risposto: "Perdonami, o insegnante eccelsa di calabrese, non ho avuto il tempo di comprare il notes per le parole nuove, ma ti giuro che provvedo sub...".

"Taci! Ma se la cartoleria è a due passi dal Tempio della Bellezza e del Benessere...è che non ti applichi!...Mi parti l'embulu! Annetta, và...che è meglio!".

La studentessa Ros è riuscita a calmare l'insegnante ferita nell'orgoglio solo promettendole impegno costante e giurando sul vocabolario di calabrese/italiano-italiano/calabrese, riportando così la pace nella loro amicizia. Per dovere di cronaca e per la cultura dei lettori, si riporta la traduzione delle espressioni calabresi di cui sopra:

1) mi parti l'embulu! = mi sta per sopraggiungere un'embolia per l'incazzatura.

2) annetta = vattene (imperativo, senza diritto di replica).

3) chimmu ti ngruppa, davero = che (questa deliziosa palla di riso della grandezza di una palla da bowling) ti vada di traverso, per davvero.

N.d.A.: quest'ultima espressione è stata estrapolata da una vivace conversazione fra calabresi, o per meglio dire, da una sequela di simpatici insulti reciproci, a commento di un piatto di arancini di riso dalle dimensioni imbarazzanti, preparati presso la casa della famiglia di origine dell'amica A., dove qualunque pietanza assume dimensioni macroscopiche. E' evidente che al calabrese escluso al baccanale...gli parti l'embulu!

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