Le prigioni Ros-sastre

Alba dalla terrazza. Foto scattata dal marito M...Ros è presente a sè stessa e operativa dalle 11 in poi...La filosofa Ros si è assentata qualche giorno dal suo diario virtuale.

Qualcuno avrà pensato “sarà andata a starnazzare in qualche agriturismo...oppure starà dando spettacolo in azzurre acque cristalline, chissà dove...o ancora, con l'agilità che la contraddistingue, starà tentando di dare una mossa a quei ridicoli muscoli che si ritrova, arrancando in sentieri montani”.

E invece no, mannaggia!

La sua invidiabile abbronzatura a chiazze cangianti tra color salmone, gamberetto, calamaro e carotina, insomma un'insalata di mare, sta sbiadendo senza che lei sia riuscita a porvi rimedio in qualche modo.

In compenso, la stanchezza sta dando man forte al suo stato di perenne addormentata, per cui lei si aggira nelle strade della cittadina di A. in stato catatonico e pronta ad appoggiarsi al primo palo della luce sul suo percorso per schiacciare un pisolino.

In un post precedente, la tizia con il cespuglio in testa si era lasciata andare a lagne interminabili su rogne persistenti e dalla tempra di acciaio che doveva affrontare. Pare che se ne stia vedendo la luce.

Ieri la cara Ros, che per un giorno è passata da prigioniera del Tempio della Bellezza e del Benessere a prigioniera in casa sua, ha avuto modo di affacciarsi dalla terrazza e osservare la flora, la fauna e il regno umano dinanzi ai suoi occhi.

In giardino i gatti di Hitler hanno schiavizzato il cane zerbino Ugo, senza ritegno nè interferenze, per buona parte del pomeriggio.

Gli abitanti di una villa poco distante, invece, che la filosofa Ros non ha mai incontrato per strada, in macchina o in doposci, lei li riconoscerebbe dalla voce. I suddetti hanno gridato e si sono insultati tra di loro, come quasi ogni settimana, per poi ritornare ad amarsi. Una vita familiare intensa e dinamica.

Nell'ameno comune di S., dove risiedono la filosofa Ros e il suo amore, tutti si impicciano degli affari degli altri, non si fermano al solo cortese saluto.

Mentre portava il bidoncino dei rifiuti organici all'omino raccogli-rifiuti-organici, la cara Ros è stata bersagliata di domande da una vicina veramente molto gentile e premurosa, che era interessata a sapere come mai la Ros-sastra si era trasferita dalla metropoli, con chi viveva, se era regolarmente sposata o una peccatrice convivente, se aveva generato prole, se lavorava, quanto portava a casa quale contributo alle spese, e così via. La signora doveva avere qualche discendenza nel paese di C., luogo di nascita del padre della filosofa Ros, dove, in tre minuti di incrocio per strada, un malcapitato viene rivoltato come un calzino e gli vengono estorte informazioni anche sui parenti lontani.

La mattina, preferibilmente quelle rare volte in cui la sfigata Ros potrebbe concedersi un po' di sonno in più, i proprietari dei terreni adiacenti alla casa filosofica sono animati da un'energia insopprimibile, che in qualche modo devono dirottare su attività rumorosissime o fastidiose. Le alternative infatti sono due: o falciare il prato e potare le siepi, non con una normale cesoia ma con l'attrezzo elettrico, o bruciare il fogliame secco e le stoppie, affumicando persone, animali e bucato altrui.

Riflessione filosofica: ma tutte queste energie sprecate...non potrebbero essere convogliate ad esempio nel riposo, nel silenzio o nella fuga all'estero?

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