Il calabrese per tutti. Lezione 6

Peperoncini calabresiL'amica A. calabrese purosangue, durante il lungo inverno nella cittadina di A., adotta vari rimedi per sfuggire alla depressione da lontananza da casa. Di tanto in tanto sospira, pratica altamente liberatoria, accende il camino per far salire la temperatura di casa a 40° e fingere di essere al caldo della Calabria, inizia a declamare anche nelle scale del palazzo i pregi della sua terra adorata che vanno da 1 a infinito, parlando spesso anche da sola, perchè il calabrese è così, se non ha con chi interagire nella lingua dei padri in un periodo di tempo di una settimana, non resiste e attua il piano B, il monologo, e non ultimo, ascolta ossessivamente struggenti canzoni calabresi come Fior di cucuzza o la ben nota 'U cantu du carritteri. Povera stella malinconica...!

Poi giunge l'estate. In realtà già dal 21 marzo la donna con la zazzera inizia a svalvolare pericolosamente o come dice lei "quandu arriva a staggioni non si capisci nenti e u ceravellu si stuta" (= con l'arrivo dell'estate non si capisce più niente e il cervello si spegne).

Si approssimano le vacanze, che lei e il marito G. trascorrono in patria, dove possono parlare la loro lingua con altri calabresi, portare peperoncini piccanti anche in spiaggia per accompagnare la 'nduja spalmata in un panino che basterebbe per dieci persone non autoctone, rivedere i parenti, solitamente una minoranza etnica riunita in un'unica tavolata che prende qualche chilometro, dove mangiare in allegria nelle ore sottratte alle nuotate nel mare più bello al mondo, e godersi il sole della Calabria, a quanto pare più forte e piacevole che nel resto del pianeta.

Questa magnifica regione è in realtà dove il Signore aveva posto l'Eden, ma chi non è calabrese si rifiuta di accettarlo per invidia.

L'amica A. così sintetizza l'inizio dell'estate: "'ncignamu u jamu a mari, 'ndi brusciamu ma 'ndi piaci u stacimu o suli comu zafrati e poi 'ndi facimu novi novi chi sacri paisani". Ossia: "iniziamo ad andare al mare, ci ustioniamo ma ci piace ugualmente rimanere stesi al sole come lucertole e poi ci andiamo ad abbuffare alle sagre di paese". Loro sì che sanno vivere...

Esiste però qualche calabrese sfortunato. Qualcuno, come l'amica A. e l'amico G., che è stato condannato all'emigrazione. Oh, che disdetta! Che destino ingrato!

Nessuna più dell'amica A. può descrivere la gioia del calabrese fuori sede che ritorna a casa: "cu esti fora si ricogghji pa casa e i mammi sbalestranu, "mangia figghju ca si sciupatu!!!!" (ricordativi ca puru si ndavitu 40 anni pa mamma calabrisi siti sempi u figghjiolellu soi), e allura 'ncumincia u friji milingiani, pipi, pummadora, pittelli i cucuzzi e fiuri, tuttu chillu chi trova nta casa, e ti duna u mangi 'nta na limba, mica 'nto piattu, e si sciala tutta. U calabrisi emigranti non vidi l'ura u veni a staggioni pemmu torna o paisi, esti comu quandu ca vaji 'nta nattu mundu, o stessu da filosofa Ros, dicimu accussì...".

Traduzione: "chi vive fuori sede rientra a casa e le mamme impazziscono, "mangia cucciolo mio che sei sciupato!!!!" (ricordate che anche se avete 40 anni per la mamma calabrese siete sempre un cucciolo da accudire), e allora inizia a friggere melanzane, peperoni, pomodori, frittelle di zucchina e fiori di zucca, tutto ciò che trova in casa, e ti dà da mangiare in una scodella dalle dimensioni sovraumane, mica nel piatto, ed è tutta soddisfatta. Il calabrese emigrante non vede l'ora che arrivi l'estate per tornare nel paese di origine, è come se andasse in un mondo alternativo, lo stesso della filosofa Ros con la sua realtà parallela, diciamo così...".

La filosofa Ros, commossa e confusa per tale similitudine fra la sua banale e scialba realtà parallela e il sogno di un calabrese, fatto di sole, mare e profumi mediterranei, si ripromette di accogliere gli amici A. e G. al ritorno nella cittadina di A. in modo degno di loro.

Annuncio sulla Gazzetta di A.: "Cercasi urgentemente provetto e serio insegnante di tarantella calabrese per impartire lezioni a filosofa fuori di testa, ciccettina e negata per il ballo ma volenterosa. No perditempo. No sottofondo musicale registrato. Sì a tamburello e organetto dal vivo. Sì a disponibilità immediata".

L'amicizia è amicizia...

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