"Se non fossimo parenti..." pensò il dentista P.

Ros prima di andare dal dentista...coraggio da vendere!La filosofa Ros, sin da ragazzina, ha sempre avuto un insolito rapporto con i malanni e i medici.

Lei è terrorizzata all'idea di ammalarsi semplicemente perchè, quando lo è, non riesce a fare tutto ciò che si prefigge e a star dietro alla sua vita così movimentata e interessante. L'ansia, sua padrona dalla nascita, la fa inoltre sclerare quando, in presenza di un medico che la visita, lei non riesce a sapere esattamente quali sono le fasi della malattia, le cause, anche genetiche, e i possibili rimedi, preferibilmente indolori, visto che la soglia di sopportazione del dolore fisico della filosofa rientra in pratica fra i numeri negativi.

Insomma, la Ros-sastra ammalata diventa logorroica, ansiosa e insopportabilmente perniciosa.

Qualche mattina fa la cara ragazza, sveglia da appena un'ora, quindi ancora in uno stato di trance, durante l'operazione di lavaggio dei denti, effettuata con la delicatezza che la contraddistingue, ha notato del sangue nel lavandino.

Prima di perdere i sensi, ha sgranato gli occhi e subito ha infilato una lampadina in bocca per scrutare le sue splendide gengive ed esclamare, farfugliando: “infiammazione in atto...! Dove sei cugino P.???????”.

Dopo essersi ripresa con un doppio cappuccino e una brioche, ha telefonato di corsa ai cugini P. ed E., deliziosa coppia di parenti dentisti, e ha prenotato una visita.

L'amato cugino, già al telefono, ha fornito un generoso contributo al senso di colpa senior della cugina Ros, per il quale la pigrizia nei controlli medici è segno di deprecabile atteggiamento lascivo e colpevole.

Sabato mattina gli affiatati coniugi sono scesi di buon'ora per recarsi allo studio dentistico, aperto in onore della parente filosofa ben un'ora prima. "Disponibilità...o sadismo?" ha malignato la Ros-sastra.

Giunta allo studio, la paziente Ros si è accomodata sulla poltrona e, come suo solito, ha cercato di tenere sotto controllo la situazione e non farsi prendere dal panico.

"Che si fa, adesso?".

"Che cos'è quello? Un nuovo strumento di tortura acquistato su e-bay?”.

“Che avete messo in quel bicchiere? Colluttorio o cloroformio?".

"Ma mi dovrete mica anestetizzare la parte?".

"Non penserete di infilarmi in bocca quel disgustoso aggeggio che aspira la saliva? L'ho sempre trovato rivoltante...voi no?".

La Ros-sastra è consapevole che se i due non l'hanno sbattuta fuori dallo studio è perchè sono parenti.

"Tu" le ha detto il cugino P. posandole un indice accusatorio sul naso, non appena lei è stata bloccata sulla "poltrona del dolore" a mascella spalancata, "non puoi crogiolarti nella speranza che tutto continui come sempre...solo una carie in quarantaquattro anni...tsè...guarda queste povere gengive...! Sì, sì, continua a martoriarle come se ci passassi sopra un aratro...E poi...quando hai cambiato l'ultimo spazzolino? Confessa, se hai coraggio! Mesi fa, scommetto...!!".

"Scruuu...blob...sput...!". La Ros-sastra era immobilizzata e le era impossibile giustificarsi a causa del malefico aspiratore.

"Ma Ros è fortunata, caro P.", ha aggiunto in sua difesa la cugina E. mentre le effettuava un'accurata pulizia dei denti "guarda...dopo tre anni non è da tutti avere i denti ancora così puliti".

La filosofa Ros, non potendo sghignazzare per il micro martello pneumatico in un interstizio dentale, ha tentato quanto meno uno sguardo di sufficienza verso il cugino P..

"Che hai? Un bruscolino in un occhio?" ha commentato lui, fingendo di non cogliere il chiaro gesto di sfida "non la galvanizziamo questa sciagurata...altrimenti la rivediamo fra cinque anni!".

La cugina E., dolce creatura, ha sopportato i gridolini ros-sastri con certosina pazienza.

Al termine della stressante seduta, la paziente Ros ha salutato e ringraziato i cugini dentisti con uno smagliante sorriso, ha messo in tasca la prescrizione per un efficace prodotto per l'infiammazione gengivale e ha giurato sullo statuto dell'Associazione dei Medici Dentisti Italiani che, mai, mai più, laverà i suoi denti con un rastrello, nè strofinerà le sue gengive con la carta vetrata.

Però...certo...solo una microscopica carie in quarantaquattro anni...

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