Un microcosmo e le sue esilaranti dinamiche

Il Professore va al congresso di David LodgeVi è mai capitata nella vita l'opportunità di svolgere un lavoro gratificante, in un ambiente piacevole, in un ufficio più grande dell'appartamento in cui vivete e con un panorama mozzafiato, con delle prospettive future all'apparenza rosee, in un edificio stratosferico sul mare, per il quale percepite addirittura uno stipendio, pagato puntualmente, con moneta spendibile e in corso, non con 2 banconote del Monopoli, e non ultimo, nel luogo in cui avete incrociato due occhi di un colore non esistente in natura, così tanto bello quanto appartenente alla persona che avete sposato e dalla quale ancora oggi non vi allontanereste mai? Alla Ros sì.

Che donna fortunata, penserete...! In effetti, quelli furono i 6 anni più belli della vita professionale ros-sastra. Ovviamente, finirono. Nel modo più comune. Di contratto in contratto, di progetto in progetto, i fondi si esaurirono e l'ufficio si svuotò.

Con la tapina filosofa andarono via molte sue colleghe, alcune delle quali con più anni di servizio alle spalle, che, come lei, si sono dovute reinventare. La Ros ha aperto il Tempio della Bellezza e del Benessere con la socia/sorella M., a sua volta laureata in Giurisprudenza, oltre che estetista e naturopata, e ha svolto per un discreto lasso di tempo servizi come sommelier; altre ex colleghe hanno dirottato anch'esse su attività alternative, come la sua amica L., che ha trovato il modo di impiegare la sua abilità artistica, il suo estro, mettendo in rete un sito e trasformando un hobby in un lavoro originale e soddisfacente. Che generazione illuminata...!! Ma pure...che generazione avvelenata!! Se qualche politico mordesse la filosofa Ros su una delle sue braccine paffutelle, anche adesso, cadrebbe stecchito come una zanzara attorno allo zampirone.

La vita della filosofa Ros, a guardare bene, è infatti costellata di non sensi. Lavorare per l'Ufficio Placement di una delle più importanti Università della metropoli con un contratto precario, a suo avviso, ha del buffo. Con il tempo e con un po' di maturità, lei ha imparato però che anche grazie alle sue vicende paradossali è diventata autoironica. Ha imparato ad accettare il corso delle cose sapendo che per tutto c'è un motivo, una spiegazione e un risvolto sempre positivo. Un dolore, un'esperienza difficile, ma anche una grande gioia, un evento positivo o un ripetersi sempre di alcune situazioni, non sono casuali e servono ad insegnarci qualcosa. Almeno lei la pensa così...

La Ros-sastra ricorda la prima riunione a cui partecipò, all'inizio del suo lavoro all'Università. Era emozionata. Si impiastricciò anche il viso con un po' di trucco e pose un minimo di attenzione al vestiario, una volta tanto. Ci sarebbero stati, oltre ad alcuni colleghi e al suo direttore, anche molti docenti universitari. C'erano progetti di cui discutere e alcune decisioni da prendere. Si presentò con il suo notes, un'espressione seria che malcelava però un prorompente entusiasmo, che avrebbe manifestato con il suo elenco di idee per promuovere le attività dell'ufficio a cui era preposta.

La discussione iniziò, si toccarono i vari punti della scaletta e le fu anche data la parola, accidenti! Ad un certo punto, tutti si alzarono e si concluse la seduta con un: "bene signori, grazie. Ci rivediamo alla prossima riunione". Un momento...ma non si era deciso nulla, non erano stati affidati compiti...e le proposte ros-sastre? Erano state accolte con ampi consensi ma nessuno aveva speso una parola per concretizzarle. E dire che la Ros aveva anche posto un'attenzione indicibile e fatto uno sforzo inenarrabile per non stropicciarsi un occhio e disfare il trucco. Una fatica sprecata...!

La filosofa, quel giorno, iniziò a capire come funziona il mondo accademico. Lei, svampita ma dipendente dalla logica, intuì che gran parte della classe docente vive al di sopra delle questioni concrete, rincorre i seminari senza disdegnare i banchetti e i buffet offerti dalle organizzazioni e per scambiare elevate opinioni con i propri simili e, il più delle volte, si ritrova a ricoprire ruoli dirigenziali, senza averne un reale interesse. Scambi di David LodgeChiaramente è una constatazione che esclude alcune mosche bianche, che da sole infatti lottano sbattendo la testa sul vetro.

Sarà stata forse questa consapevolezza condivisa o lo stile lineare e accattivante a farle amare uno scrittore, proveniente dall'ambiente universitario, del quale la filosofa ha praticamente letto ogni libro, David Lodge.

Titolare della cattedra di Letteratura inglese presso l'Università di Birmingham, Lodge ha vissuto il mondo dei convegni, dei congressi, degli studiosi itineranti da un'università all'altra e parla del microcosmo che conosce meglio, in maniera irriverente talvolta o, come dice Umberto Eco nella prefazione di uno dei libri che oggi la Ros vi invita a leggere, in modo "cattivo", seguendo però la missione del grande narratore e creando un nuovo genere letterario, quello del picaresco accademico.

Il Professore va al congresso, che già dalla copertina conquista, con un Albert Einstein che va in bicicletta mentre un turbinio di foglietti con le sue formule vola via dal cestino posto dinanzi al mezzo, è un libro divertente e porta la verità ai limiti dell'assurdo, come in ogni storia in parte romanzata, e racconta di incontri, impreviste disavventure e rivelazioni inaspettate.

Dello stesso autore, potreste cominciare anche con il precedente libro, Scambi, in cui due professori universitari, uno americano e l'altro inglese, entrambi sposati e con figli, si trovano, a seguito di un gemellaggio dei loro atenei, a scambiarsi i posti di lavoro. Da lì parte il racconto esilarante del loro scontrarsi con diverse mentalità, il ribaltarsi delle loro prospettive e qualche passaggio di mano più azzardato.

La lettrice Ros sa che quando avrete terminato il primo romanzo di Lodge, non lo lascerete più, e inizierete a cercarlo in ogni libreria, come ha fatto lei che ha quasi completato la sua bibliografia.

Alla strampalata ragazza sta venendo in mente di creare una nuova sezione del suo blog, in cui parlerà alle amiche e agli amici che la seguono delle sue letture preferite, e sarebbe felice, un giorno, se qualcuno volesse commentarle con lei. Sarebbe ancor più entusiasta di ricevere a sua volta indicazione di bei libri, racconti avvincenti, storie coinvolgenti, che le sono sfuggite. Insomma, gli scambi...non trovate che siano meravigliosi?

A prestissimo con una ricetta dolce, dolcissima e...buona lettura!

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