Sliding...courses

Alla sfiga non c'è rimedio...Oggi la Ros vi riporterà un episodio del suo periodo da studentessa che, a suo modesto parere, rappresenta un emblematico esempio di quanto lei sia una catalizzatrice di sfiga, al limite dell'umana sopportazione.

Tutto avvenne molti anni fa quando la Ros-sastra era già una filosofa.

Non potendo mai, per via del suo corredo genetico disturbato, provare l'ebbrezza del godersi la vita con spensieratezza (lei è proprio una vittima del suo senso di colpa senior, per il quale oziare è comportamento deplorevole che va punito con i lavori forzati), cercava sempre qualche concorso da fare, lavori da svolgere, colloqui da superare, corsi da seguire, e così via.

Di solito la sua coscienza malata la faceva sentire appagata e leggera solo se puntava all'annientamento fisico e mentale; la sera doveva crollare distrutta. Questo masochismo sfrenato e indomabile la rendeva maestra nei complessissimi incastri delle mille attività che intendeva praticare. Eccola correre in biblioteca, girovagare per la città per le lezioni che impartiva, anche come "tutor" (sì, la Ros è stata una tutor Cepu, un giorno vi dirà), lavorare da casa, e poi leggere, studiare, scrivere, cucinare, disegnare e divertirsi con i suoi amici.

Un giorno presentò la domanda per seguire un corso di perfezionamento di un anno all'Università della metropoli, non quella in cui si era laureata ma un'altra. Da secchiona qual è sempre stata, iniziò a frequentare ogni lezione, senza saltarne una, trascorrendo ore piacevoli e di grande interesse. I docenti erano bravi e i colleghi simpatici. Insomma, una pacchia per una tizia che adora socializzare, imparare cose nuove e intervenire con domande che spesso facevano sospettare utilizzo di sostanze allucinogene.

Il corso aveva lo scopo di indirizzare i laureati in materie letterarie verso l'informatica e i software più all'avanguardia per la grafica e l'editing. Sappiate che potete tranquillamente immaginare la Ros-sastra alle prese con sofisticati programmi informatici ma non sarete nemmeno di sfuggita vicini alla realtà delle sue performances. Lungi dallo scoraggiarsi, la filosofa Ros, un pomeriggio alla settimana, incontrava la sua amica M., conosciuta in quel lontano corso, prendeva un caffè con lei e poi insieme seguivano le 4 ore di lezione.

Un giorno alcuni amici le proposero di andare al cinema per vedere un film della Marvel, forse il primo X-Men, lei non lo ricorda molto bene. Alla Ros-sastra, che nella sua surreale realtà parallela non dispiacerebbe affatto essere la Donna invisibile, Mistica o Tempesta, allettò moltissimo la proposta. Ovviamente la lezione se ne sarebbe andata a farsi benedire. Lei si colpevolizzò, si commiserò, si criticò aspramente per il desiderio di mandare all'aria un impegno per una motivazione così poco seria ma cedette. Si presentò a lezione, seguì le prime due ore e poi uscì, perdendone le ultime due.

La settimana successiva le amiche del corso le passarono gli appunti. Il suo Super Io, imperterrito e malvagio, le inflisse la punizione del senso di colpa, al quale lei riuscì dopo un duro training autogeno a fare spallucce! "Che insopportabile che sei! Anche a scuola sembrava che a fine anno qualcuno dovesse premiarti per non esserti mai assentata. Che noia una tizia così! Svegliati e vivi! Non ci pensare più, pesantona!" si ripetè la filosofa, come un mantra. Fu così che lei portò a termine il corso, superò l'esame e non ritornò mai più sulla faccenda.

Alcuni anni dopo, la Ros incontrò l'uomo della sua vita, che da collega divenne amico e poi fidanzato e poi marito. Un pomeriggio, mentre chiacchieravano, lui le disse che anche quell'anno sarebbe stato riconfermato come docente ad un corso di perfezionamento alla Facoltà di X, dell'Università della metropoli.

"Oh, davvero Amo?! Ma è meraviglioso! E di che corso si tratta?".

"Il corso X. Devo tenere due ore di lezione sull'editing multimediale....".

"Ma dai! Sul serio? Io ho seguito quel corso! ... A pensarci bene però non mi ricordo di te....da quanto tempo fai il docente?".

"Da qualche anno...scusa ma tu in che anno hai seguito?".

"Nell'anno Y".

"Insegnavo già nell'anno Y! ... Anche io non mi ricordo di te...! Mica ti sarai assentata e hai perso proprio la mia lezione!".

"Impossibile...io non ho mai saltato una lezione di nulla, mai!...Un momento...solo una volta, a metà corso, le ultime due ore... Sai una cosa, Amo? Se avessi il mio Super Io a portata di mano gli farei una faccia così di schiaffi!!! Noooo, non è possibileeeee!!! L'unica volta nella mia vita in cui bigio e tu eri il docente! Ma maledizioneeee!".

E fu così che la Ros scontò la sua piccola trasgressione, dopo anni. Forse non sarebbe accaduto nulla fra lei e il futuro marito M., ma forse sì! E chissà in quanti casini non si sarebbe ficcata la tizia, se avesse incontrato il suo sposo qualche anno prima! Può darsi che i due si sarebbero ignorati ma è anche ragionevole pensare che a lei sarebbero venuti gli occhi a cuoricino vedendolo e con una scusa avrebbe corteggiato il giovane professore. E' probabile che lui avrebbe risposto alla spudorata avance e magari si sarebbe invaghito già allora di quella ragazza strana e un po' distratta, che ad ogni passo lasciava cadere un foglio, la penna e che, guardandolo dal di sotto dei suoi ricci, già innamorata persa, avrebbe balbettato e parlato come Yoda "niente male davvero lei è". Quanto tempo andato perduto! Accidenti!

Il Super Io ros-sastro covò la sua vendetta per anni e attese pazientemente di ottenere soddisfazione. Gongolò ridacchiando, nel momento in cui raccolse i frutti della sua cattiveria. Il Super Io ros-sastro è ancora oggi un gran bastardo...

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