Il calabrese per tutti. Lezione 13

peperoncini calabresiCare amiche, dopo alcuni post deliranti e lagnosi, la Ros finalmente ha qualcosa di buono da dirvi. Sabato scorso è andata al mare, ha nuotato (ehmmm...si fa per dire ;-) e si è rilassata come non mai. Una lunga giornata dedicata interamente all'ottundimento dell'intelletto, al rilassamento delle membra, all'ozio viziatissimo, ad uno stato di annebbiamento simil post sbronza. Meraviglioso... La tizia è davvero "portata" per le vacanze, ahahah!

La preparazione della borsa è stata fulminea ma accurata, anche se la Ros si è detta per l'intera sera del venerdì "eppure sono certa di aver trascurato un dettaglio importante...". Poi le è venuto in mente...ma era troppo tardi per rimediare.

Dovete sapere, o adorate creature e cari amici, che le socie/sorelle nel Tempio, oltre a curare la bellezza delle eteree ancelle, le riforniscono di protezioni solari, creme abbronzanti e splendidi e profumati doposole e chiaramente, alla bisogna, si approvvigionano anch'esse dei suddetti prodotti. Mica li vanno a comprare altrove? Ma la stordita Ros-sastra non si va a dimenticare nel Tempio la protezione solare per il tanto agognato giorno di mare? Che fare? Rinunciare? Giammai! E' corsa in bagno e ha recuperato un tubo di crema risalente al Medioevo, augurandosi che la sua efficacia non si fosse dispersa nei secoli.vista mare dal lettino ros-sastro

Il sabato mattina è partita felice e incosciente per la costa, assieme a suo marito e agli amici calabresi A. e G.. Che giornata, ragazzi!

La Ros lascia la parola alla donna con la zazzera, anche lei al primo giorno di mare.

"Aguannu a staggioni 'ndi faci u mari mu guardamu i luntanu ma nui, popoli da Magna Grecia, non 'ndi ferma nenti. E chi facimma?? 'Ndi armamma e partimma pe mari. Certu, u sacciu ca u calabrisi a metà  i lugliu si 'ndavi fattu armenu dui misi e menzu i mari, ma chi boliti...stavota jiu accussì. Dopu na ura e menza i machina e tanti scongiuri nommu 'ndi pigghjia l'acqua, comu vorzi Diu (frase idiomatica), arrivamma. E siccomu a fortuna cu a 'ndavi (altra frase idiomatica), u lidu era chinu finu a prossima staggioni, ma nui non 'ndi perdimma d'animu e jimma a chillu appressu. Na vota sistemati jimma u 'ndi facimu u bagni. Mi sperdia u vi dicu ca Ros era già  ammollu appena scindimma da machina, cu tuttu l'appoggiu meu e i maritima po maritu M., chi pe tuttu u jornu jia dicendu "chi 'ndaju u riparu cu chissa eu?".

Traduzione.

aquilone fotografato dalla Ros stesa al sole"Quest'anno l'estate sembra non voler arrivare e il mare farcelo solo ammirare da lontano, ma a noi, popoli della Magna Grecia, non ci ferma niente e nessuno. E che abbiamo fatto, quindi?? Ci siamo armati e siamo partiti per il mare ugualmente. Certo, si sa che il calabrese a metà luglio si è fatto già almeno due mesi e mezzo di mare, ma che volete farci...stavolta è andata così. Dopo un'ora e mezza di macchina e tanti scongiuri perchè non piovesse, a Dio piacendo (frase idiomatica), siamo arrivati. Poichè siamo molto fortunati (altra frase idiomatica), il lido prescelto era pieno almeno fino alla prossima estate, ma noi non ci siamo persi d'animo e siamo andati a quello successivo. Una volta sistemati sotto il nostro ombrellone siamo andati a fare il bagno. Ah, dimenticavo di dirvi che Ros era già  in ammollo appena scesi dall'auto (N.d.T.: come a dire....la ragazza non ha perso un minuto, ihihih...ma lei mica è scema? E' solo un po' irrequieta...;-D), con tutta la solidarietà mia e di mio marito per il povero marito M., che per l'intera giornata, ad ogni attacco di euforia della sua consorte, alzando le braccia al cielo ripeteva: "ma come devo fare io con questa qui???".

La Ros al mare. La nuda e cruda verità. Svolgimento.beh...l'acqua non era affatto male...non credete?

La tizia con il cespuglio al vento è spumeggiante e anticonformista (per non dire che non ha un complesso nemmeno a pagarlo), sulla spiaggia come nella vita.

Grazie alle sue docce abbronzanti, per una volta, era più dorata dell'amica A. e non si è ustionata, probabilmente anche per la crema "protezione 10" del Basso Medioevo, conservata sotto una teca nel Museo dei reperti estetici di casa sua.

Convinta che il costume nuovo la facesse sembrare magra, la filosofa lo ha sfoggiato con sicurezza e ne ha testato la resistenza con prolungati e numerosi bagni in mare. "Devo uscire quando la pelle delle dita si sarà raggrinzita come l'uva passa". Fedele al suo proposito, sguazzava fra le onde per tempi lunghissimi, fino a quando cioè il marito M. veniva a ripescarla.

Alle prime note del karaoke promosso dal Lido H., la Ros ha coadiuvato i cantanti improvvisati con la sua vocina e mimando sul lettino passi di danza che nemmeno Oriella Dorella, incurante delle sollecitazioni di suo marito a darsi un contegno. Ma perchè reprimere questo innato talento al canto e al ballo, si è domandata la ragazza...? E infatti, lei ha continuato imperterrita, spronando per di più suo marito a dar vita al Duo degli affiatati coniugi on the beach. Incredibilmente lui si è lasciato andare per qualche pezzo a cui davvero non si poteva resistere, mentre gli amici calabresi ronfavano della grossa.

In conclusione la filosofa Ros, dall'analisi degli elementi a sua disposizione, deduce che il marito M. finge di essere uomo serissimo ma se la sopporta e, non visto, si lascia trascinare nel canto, basta davvero poco così perchè la prossima volta la afferri per la vita e balli con lei, avvinghiato come l'edera e con uno stelo di rosa fra i denti...

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