"Puff...!". Lei si voltò e non lo vide più!

Il futuro trolley di RosStoria di una piccola disavventura.

La giovane donna entrò con sicurezza nel grande aeroporto, trascinando un elegante trolley nero.

Il suono delle rotelle sul pavimento sembrava una musica, quella che accompagnava il suo incedere aggraziato. Un sorriso la illuminava, mentre una chioma fluente e morbida le incorniciava l'ovale perfetto del viso.

Si diresse con suo marito al check in per imbarcare una valigia color ambra.

Superati i controlli i due, rilassati e felici, decisero di prendere qualcosa da bere al bar, magari un calice di champagne.

Sguardi innamorati e complici, carezze e mani intrecciate.

Mancavano pochi minuti all'imbarco quando la donna si accorse con stupore che il suo bagaglio a mano era sparito.

"Come è possibile? Era accanto a me fino a un minuto fa..." si chiese. Il marito la rassicurò e la aiutò a cercarlo ma non era semplice. Una distesa di valigie nere a perdita d'occhio.

Annunciarono l'imbarco.

"Pazienza...vorrà dire che denunceremo lo smarrimento al personale. In fondo si trattava solo di qualche abito...." le disse il marito.

"Mah, sì. Hai ragione! Non roviniamoci il viaggio per questa piccola disavventura..." esclamò lei, con la pacatezza che solo le vere signore posseggono.

I due ripartirono per l'amata patria e si gustarono il volo fino all'ultimo istante, nonostante lo sgradevole imprevisto.

Versione ros-sastra della storia.

La tizia entrò in aeroporto fingendo di essere sicura di sè quando in realtà, fra inglese e polacco, non capiva un accidente di cosa c'era scritto sui tabelloni. Lo storico trolley nero la seguiva cigolando e inceppandosi ogni tre metri, perfettamente in linea con l'incedere da papera sbronza della proprietaria. Il solito sorriso di chi vive sulle nuvole la illuminava, mentre un cespuglio incolto le copriva gli occhi e anche la faccia.

Si diresse con suo marito al check in, per imbarcare una valigia di colore giallo, sì, sì, proprio giallo limone, un pugno in un occhio.

Superati i controlli lei, rilassata e felice, tormentò suo marito, contento ma meno disteso di lei, per prendere un caffè al bar o ciò che potevano permettersi con gli ultimi zloty in tasca.

Sguardi innamorati e complici, carezze e mani intrecciati (questo è proprio uguale).

Mancavano pochi minuti all'imbarco quando la tizia si accorse, con l'eterno stupore che la accompagna nella vita, che il suo bagaglio a mano era sparito.

"Amoooooo!!! Qualcuno ha preso il mio trolley!!! Era accanto a me fino a un minuto fa...ma porca miseria!! Chi può averlo preso? ...Dobbiamo cercarlo...pant pant...corri con me, anzi, no...dividiamoci. Tu vai di là...pant pant...io di qua e incontriamoci all'imbarco...pant!!".

La papera iniziò a starnazzare nell'aeroporto, correndo come una pazza, con le pupille dilatate, le braccia sventolanti e le piume all'aria.

Il marito tentò di dirle qualcosa ma lei era già partita a razzo. Una vera signora, non c'è che dire.

Una distesa sterminata di bagagli a mano. Tutti neri.

Annunciarono l'imbarco.

"Amooooo, non l'ho trovato!! Aaaaaaaaaah...sigh! Sigh! Sigh! Nemmeno tu, vedo! L'ho perso per sempre, aaaaaaaaaaaah!!!!" singhiozzò la tizia a suo marito che, amorevolmente, le disse per consolarla:

"Dai, amo, pazienza....vorrà dire che denunceremo lo smarrimento al personale. In fondo si trattava solo di qualche abito....".

"Buauauauhhh.... Ci sono 7 paia di pantaloni...sigh, sniff...e il mio twin-set, quello preferito.....aaaaaaaaaaaaah....e la tua camicia di lino....sigh!!! Capisce signorina?? Le mie scarpeeee......" rispose lei, piangendo disperata e descrivendo il contenuto del trolley a tutto il personale, compreso le hostess e il pilota.

Un'addetta all'imbarco, parlante italiano e alla quale la papera si attaccò a cozza perchè poteva capirla, fu subissata dal minuzioso elenco di tutti i vestiti presenti nel bagaglio. Infine, si liberò di quell'impiastro spingendolo sull'aereo, che ormai attendeva solo gli affiatati coniugi.

Il marito M. lasciò nominativo e recapiti telefonici, in caso di ritrovamento.

Il volo Varsavia/Roma fu, per il santo marito, uno strazio. La tizia frignò per l'intero volo, coinvolgendo i vicini di seduta nel suo delirante racconto sullo smarrimento e continuando a descrivere minuziosamente ogni capo.

"Il twin-set è di un bellissimo verde...sigh, sigh....e ha un bottoncino swarosky, mica di plastica....buabuauaua...!!! Ora è perso per sempreeeeeee!!!".

Epilogo della storia.

La Ros-sastra arrivò stravolta a casa. Il marito M. aveva un cerchio alla testa. La tizia biascicò anche nel sonno tutto l'elenco dei vestiti e delle scarpe poi, la mattina dopo, si convinse con una incisiva autoterapia che in fondo non valeva la pena disperarsi per qualche abito, che in fin dei conti il trolley risaliva ai primi prototipi di bagagli a rotelle e che era meglio metterci una pietra sopra sulla speranza di ritrovarlo, che quando si è pirla una volta, sicuramente la seconda non ci si ricasca, e che il prossimo trolley sarebbe stato come quello che vedete in foto, meno anonimo, con lei stessa disegnata sopra e compatibile con la sua età cerebrale.

Fu allora che arrivò al marito M. la telefonata di un'impiegata dell'aeroporto di Varsavia che annunciava con orgoglio che era stato ritrovato il trolley ros-sastro.

Cari, la faccenda ha dell'incredibile, come quasi ogni cosa che capita nella vita filosofica di Ros. Un bagaglio a mano, aperto, senza alcun lucchetto e con solo il nome e cognome della tizia, privo di indirizzo, era stato ritrovato e immediatamente condotto al Lost&found dell'aeroporto. Nell'amata patria...con il cavolo che questo sarebbe accaduto!

Che poi ci siano voluti 15 giorni per riaverlo, fra telefonate, email e fax, poco importa.

Che poi ci siano voluti ben 7 giorni affinchè si potesse avere un numero di conto corrente per effettuare il bonifico per il saldo della giacenza al deposito bagagli poco importa.

Che poi il suddetto conto sia stato inviato con fattura presso un corriere e non all'indirizzo di casa degli affiatati coniugi e la Ros-sastra ci è dovuta andare ben tre volte prima di poter avere quella busta, poco importa.

Che poi arriverà un salasso sulla bolletta del cellulare del marito M., costretto ad un numero imprecisato di telefonate in Polonia, poco importa.

Che poi la tizia ha riavuto il suo amato trolley nero, senza che mancasse uno spillo all'interno, e ha potuto riabbracciare il suo delizioso twin-set verde con bottoncino swarosky, poco importa.

Che poi il marito M. ha ritrovato la serenità....beh, questo sì che ha tantissima importanza!!!

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