"No, basta...pietà!!"

Immagine presa dal sito http://www.topolino.it/Qualche anno fa...ehmm...solo qualcuno ;-), Ros aveva venti anni e frequentava l'Università dei Filosofi Pazzi come lei. I suoi amici rispecchiavano in tutto l'essenza ros-sastra, le somigliavano in stranezze e tendenze inusuali, ma questa è un'altra storia, non quella che lei vuole raccontarvi oggi.

Con il suo gruppo fedele di colleghi, l'aspirante filosofa Ros quell'anno seguì il corso di Storia della Filosofia medievale.

Il suo docente era un uomo incredibile, di cui lei conserva un ricordo fatto di sorrisi e dolcezza.

Era molto alto e magro, aveva un'età indefinibile, capelli castani un po' lunghi sugli occhi, una barbetta incolta ed una voce bassa. Si muoveva lentamente e parlava con altrettanta pacatezza, con la sua sublime intonazione toscana. Amava pazzamente la sua materia e alle lezioni, che concentrava nei primi tre giorni della settimana, veniva abbigliato sempre allo stesso modo, d'estate con sandali e sahariana e d'inverno pantaloni e scarpe sportive, maglioncino dolcevita e giacca, che qualche volta era un po' consunta ai gomiti e spesso con qualche macchia, qua e là.

Una mattina, prima di iniziare il corso, lui si alzò dalla sedia e, fermo dinanzi al gruppo di studenti armati di penna e notes, iniziò ad ispezionare la sua giacca, contando le macchie. Poi sollevò lo sguardo un po' annebbiato verso la platea (era un accanito fumatore di sigarette sottili senza filtro) e, rimettendosi la giacca, disse: "quando la domenica sera arrivo quì (pausa), il prof. R. mi invita a cena (pausa). Suo figlio, che ha circa tre anni...(pausa) mi chiede di prenderlo in braccio...si giuoca un pochino e poi penso che...(pausa)...solo la mattina successiva scoprirò quante macchie avrò sulla giacca...(pausa). Ora che lo so...possiamo iniziare a confabulare su Scoto Eriugena...". Secondo voi, Ros lo adorava o no ;-)?

Di solito lei e il suo gruppetto di amici organizzavano frequenti cene, dove ognuno portava qualcosa da mangiare e puntualmente si finiva per parlare e discutere fino a notte fonda. Un'amica propose di invitare ad una delle loro serate conviviali anche il Professore. Tutti accettarono la proposta...anche lui :-D.

Ros e la sua amica si offrirono di preparare il dessert e la scelta cadde su uno dei dolci preferiti da entrambe: i profitteroles con panna montata e cioccolato. Lei preparò un piccolo bagaglio e si trasferì il giorno precedente alla cena nella villetta della sua amica, dove una capiente tavernetta avrebbe ospitato i 20 partecipanti al banchetto e al successivo simposio :-).

Le due, munite di grambiulini, infornarono i bignè, una montagna di bignè, prepararono la crema al cioccolato, una cascata di crema, e montarono litri di panna. La Ros allora aveva già manifestato le sue problematiche in fatto di proporzioni. Non potreste nemmeno immaginare quanti bignè ripieni sparirono durante la composizione dei vassoi. Giunti a sera, le due erano circondate da profitteroles e avevano ciuffi di panna anche sui capelli. Inutile dire che cenarono con i profitteroles riusciti male.

La mattina seguente, dopo una robusta prima colazione a base di bignè e un parco pranzo con panna montata e cioccolato, iniziarono a preparare la taverna. Tra un piatto e l'altro sparirono altri bignè. Arrivarono tutti, compreso il Professore. Risate, aneddoti, racconti, pietanze che venivano spazzolate a razzo e nuvolette di fumo che si sollevavano verso l'aria fresca. La Ros era felice e, avendo alzato un po' il gomito, anche parecchio brilla. Avvertiva una certa nausea...forse troppa ginnastica mandibolare, forse troppo sforzo del braccio a sollevare bicchieri, forse troppe chiacchiere, chissà...

Quando tutti andarono via, dopo aver riordinato la sala, Ros e la sua amica pensarono bene di dare il colpo di grazia agli ultimi solitari profitteroles. Su, ragazzi...tanta tristezza in un solitario bignè in un enorme vassoio!! Non sta bene!!

Ore 4 del mattino.

"Ehi, Ros? Stai dormendo?" chiese l'amica T. dal suo letto.

"Stai scherzando? Ho le visioni...forse, ma dico forse...ho esagerato con i profitteroles... Oddio, non posso nemmeno nominarli...bleahhhhhhh...!" (rantolo nel silenzio della notte).

"No, ti prego, non parlarmi di quei dolci, potrei vomitare anche adesso..." rispose sofferente l'amica.

La Ros-sastra non toccò più bignè, panna montata e cioccolato, nè separatamente, nè assemblati in forma di profitteroles, per oltre sei mesi. Alla sola parola cioccolato l'assaliva la nausea. Con il tempo poi le passò e non le è mai più tornata :-D.

Non ha mai imparato la lezione aristotelica "del giusto mezzo", infatti i quantitativi delle sue ricette sono sempre abnormi, mentre ha appreso tanto dal suo caro professore, venuto a mancare pochi anni fa.

Questo post, a metà fra un tenero ricordo ras-sastro e un sorriso, è dedicato a lui, che se avesse saputo il numero di bignè ingurgitati dalla Ros in quei due giorni, avrebbe detto la stessa frase con cui accolse lei e altri due soli studenti venuti a sostenere l'esame: "nooo...troooppi...." spostando la sigaretta spenta da un lato all'altro della bocca.

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