Il maestro in Fiera

petaliLei entrò in punta di piedi in uno dei padiglioni della Fiera.

Luci talmente soffuse da non riuscire a vedere una cippa e lagna New age in sottofondo.

Prese posto e attese al buio, cercando di non sghignazzare. Chissà perchè quando bisogna essere serie, lei non ci riesce per nulla.

All'improvviso...luce fu! Si accese un faro che illuminò una pedana. Su di essa un lettino e un carrello, con candeline e una ciotolina ricolma di olio profumato. Petali di fiori sparsi sul pavimento.

Per ingannare l'attesa dell'evento, la Ros maturò all'istante un profondo e filosofico pensiero: "saranno cavoli ripulire la sala!".

Entrò nel fascio di luce una ragazza di due metri di altezza e un altro po', con addosso un candido accappatoio che, con malizia, lasciò scivolare a terra. Tette al vento e mini slip. Un mormorio da pervertiti invase la sala, partirono qualche gomitata, un calcio negli stinchi e un “ahia!” udibile a tre chilometri di distanza.

La ragazza si stese sul lettino e aspettò anche lei, umettandosi le turgide labbra e piegando un ginocchio per assumere una posa molto seducente.

La musica era sempre una lagna.

Ecco che fece la sua comparsa un giovane uomo con i capelli a cespuglio come la filosofa, in casacca bianca alla coreana, pantaloni scuri e piedi nudi. Salì sulla pedana appositamente allestita e salutò all'orientale.

Un minuto di intensa concentrazione e il massaggiatore iniziò il suo lavoro, dopo essersi unto le mani.

La musichetta Ambient era all'apice della sua funzione rilassante.

La Ros-sastra si chiese ripetutamente il perchè di quelle pose plastiche e pseusoacrobatiche dell'omino, mentre massaggiava la chilometrica gamba della tizia, e quell'aria mistica e ispirata, come se stesse compiendo "'o miracolo", come diceva Troisi.

La ragazza, ben lontana dal volersi rilassare, di tanto in tanto apriva un occhietto e sorrideva al pubblico, per assicurarsi che almeno qualcuno guardasse lei e le sue...rotule?

Dopo circa mezz'ora, il maestro si fermò, forse perchè in procinto di slogarsi l'interno coscia per un'ultima aggraziata spaccata. Tornò a salutare all'orientale e a ringraziare i presenti portando rapidamente la mano sul cuoricino, che fa tanto "sono troppo avanti, io...e anche piuttosto figo. Mica dico "ciao, grazie a tutti e arrivederci", come si fa dalle mie parti?".

Applausi e un sommesso russare.

La socia/sorella sobbalzò e diede uno spintone alla socia/filosofa la quale, stroncata prematuramente dalla nenia soporifera, resse solo per pochi minuti la performance del maestro sull'eccentrico massaggio.

Per Talete! Che un fulmine la punisca ancora oggi per cotanto affronto!

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