Risotto al tartufo

Risotto al tartufoSi dà il caso che un'ancella del Tempio della Bellezza e del Benessere abbia un marito con un passatempo molto interessante e parecchio proficuo. Questo signore ama andar per boschi, passeggiare, respirare aria pulita, praticare una salutare attività fisica, oltre che con le gambe, anche con le flessioni, atte a raccogliere i meravigliosi doni che la natura regala al sottobosco: funghi e tartufi.

Non trovate che sia un hobby magnifico? Se la Ros avesse tempo e soprattutto se se ne intendesse di funghi e avesse un cane da tartufi, lo farebbe anche lei. Ma ci sono troppi "se"...

La cara ancella, qualche giorno fa, ha regalato alla Ros-sastra due tartufi neri, ben chiusi in un involto di carta. Lei non ha saltellato di felicità nel Tempio per decenza ma, dopo un caloroso abbraccio alla splendida signora, ha immediamente rivolto il suo pensiero a come utilizzare al meglio i due preziosi tuberi, e lasciando che nell'aria ovattata e profumata di essenze del Tempio si diffondesse una "puzza di verdura andata a male", come ha commentato la socia/sorella, che detesta il tartufo. Nooooo! Ma se questa meraviglia della natura è straordinariamente profumata di....metano, ahahah!!!risotartuf003

La Ros ama il tartufo, lo mangerebbe a morsi. Con esso ha realizzato due ricette e ha anche aromatizzato un po' di olio di oliva da usare sulle bistecche cotte alla brace. Che delizia!! Inoltre, per il rotto della cuffia, parteciperà con questa ricetta al delizioso giveaway di In Mou Veritas, il blog di Jessica, scoperto per caso e per fortuna!!

Per la partecipazione, oltre a presentare una ricetta tipicamente autunnale e possibilmente in cui sia presente il tartufo, Jessica chiede un ricordo di famiglia legato a questa stagione.

Bene, bene, da queste parti ci si diverte sempre a spiattellare un po' di fattacci propri...;-).

risotartuf004Dunque, il ricordo autunnale più bello di Ros è di quando era bambina e si andava tutti insieme a trovare i nonni che vivevano nel paesino di C.. La loro casetta si trova ancora oggi nella parte più antica del paese, purtroppo loro non ci sono più da tempo, ma lei li rivede con gli occhi di allora, la nonna a sfaccendare e il nonno che passeggiava con il bastone lungo la strada dinanzi casa. Con l'arrivo del freddo il paesino si svuotava. Gli emigranti ritornavano chi in Germania, chi in Svizzera e nelle stradine si incontravano solo anziani e pochi bambini. Quando si pranzava dai nonni e si trascorreva la giornata in loro compagnia, era abitudine aprire una forma di formaggio nuova. Il nonno la sceglieva dalla cantina/dispensa e la portava a tavola fiero, iniziando a decantarne la stagionatura, il profumo e così via. Affettava il formaggio e lo serviva a tavola. E fin quì, tutto normale.

Poi arrivava la nonna con una pagnotta di pane appena comprata al forno del paese, calda, morbida, profumata. Ne tagliava circa un quarto (!) e la farciva con una fetta di formaggio che, al calore del pane, si scioglieva, creando un confort food di prim'ordine. Indi, prendeva questa bontà iper calorica e la porgeva alla sua esile nipotina che, dopo aver pranzato, si spazzolava anche la "merendina" della nonna. In conclusione...l'attuale costituzione robusta ros-sastra è stata geneticamente modificata dai suoi avi e quindi lei non ne ha colpa, ahah :-D.

La proposta di Ros per il giveaway di Jessica è un risotto al tartufo. Semplice ma gustosissimo.risotartuf006

Esecuzione. Fate rosolare una fettina di cipolla tritata finemente in un po' di burro e un filo di olio di oliva. Versate a pioggia il riso e fatelo tostare per un paio di minuti. Lentamente aggiungete del brodo vegetale bollente e iniziate a cuocere il riso, girando spesso con un cucchiaio di legno.

Quando mancano un paio di minuti al termine della cottura mantecate con parmigiano grattugiato, spegnete la fiamma e incorporate una piccola noce di burro. Lasciate il risotto nella pentola con il coperchio per un paio di minuti.

Nel frattempo, con l'apposito attrezzo, tagliate a lamelle il tartufo, che avrete ben pulito dal terreno, e anche del parmigiano. Trasferite il risotto nel piatto da portata e disponete sulla superficie le scaglie di tartufo e quelle di formaggio. Il piatto è pronto per la foto, vero, marito M. :-)?

Questa ricetta è stata tratta dal libro Il cucchiaio d'argento ma, cercando in rete, la chef (di casa sua) Ros ha notato che alcuni fanno cuocere un po' di tartufo nel riso, oltre ad aggiungerlo a fine cottura. Lei ha preferito non esagerare e in effetti il tartufo si sentiva parecchio ma non sovrastava qualunque altro sapore. Un buon equilibrio, secondo lei... Probabilmente molto dipende anche dal tipo di tartufo, se ha un profumo più o meno persistente e un sapore più intenso. 

Comunque, l'esperimento è riuscito bene, parola di Ros!!

Buon appetito e a breve la seconda ricetta!!

 

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