Parco Tivoli a Copenhagen e navi vichinghe a Roskilde, fra romanticismo e riflessioni da vegetariana

Ingresso al Parco TivoliCosa fare in una settimana in Danimarca.

Primo: mettere in valigia il paio di scarpe più comodo che possedete e non un paio di sandali da pirla, raso terra, e una scarpa chiusa, rigorosamente non da ginnastica.

Secondo: se, come la sottoscritta, avete tendini sottili come fili di ragnatela e poche settimane prima della partenza vi siete beccate una tallonite...curatela prima di mettere piede sul volo, altrimenti ululerete per tutta la settimana non appena vi accingerete a fare due passi.

Terzo: preparatevi a viaggiare, non a "vacanzare", perché ci sono posti bellissimi che dovrete assolutamente vedere e il tempo stringe, in ogni momento. I danesi, come tutti gli abitanti del Nord Europa, godono in pochi mesi dell'anno di giornate lunghe e temperature miti, per cui quasi ogni attrazione o museo apre alle 10 e chiude alle 16.30. Correrete come dannati nel girone dei pigri.all'interno del Parco

Gli affiatati coniugi hanno soggiornato in un hotel senza infamia, ad eccezione che per il breakfast, davvero ottimo, e senza lode, ma in una posizione fantastica, nei pressi della stazione ferroviaria e a poca distanza dal parco Tivoli, per il quale hanno usufruito anche di un biglietto gratuito di accesso regalatogli dalla reception dell'albergo.

Partiti con oltre due ore di ritardo dall'aeroporto di Fiumicino, il primo giorno la coppietta innamorata ha potuto solo fare un giretto nei pressi dell'hotel e, appunto, entrare al Tivoli con i biglietti omaggio.

passeggiando, passeggiando...Il parco non è grandissimo ma ci sono giardini e giostre per grandi e piccini, oltre a numerosi ristoranti. E' carino, anche se indubbiamente un po' datato visto che fu inaugurato nel 1843 con sole due attrazioni. Oggi è un luogo molto frequentato dai danesi, che vi trascorrono le serate anche solo per passeggiare, perché è un polmone verde al centro della città, con quasi mille alberi e tantissimi fiori, e di sera, con tutte le sue attrazioni illuminate, è un vero piacere per gli occhi.

Al Tivoli Ros ha avuto anche il primo impatto con la cucina danese, ben lontana dal vegetarianesimo.le "piccole" montagne russe

Seduta al tavolo la tizia, desiderosa di una bella insalata per la sua cena, ha scorso l'intero menu con il ditino, accorgendosi che l'unica pietanza senza carne o pesce era la pasta all'arrabbiata, che lei all'estero non avrebbe ordinato nemmeno dietro pagamento (Oddio, se ne poteva parlare ;-)). Arrivato il momento dell'ordinazione, Ros chiede una versione senza pollo di una delle insalate elencate. La signorina strabuzza gli occhi. "Ma come...lei non mangia carne? E come fa? E' mai possibile? Devo chiedere in cucina se possono preparare questa insalata senza il pollo!". E se ne va borbottando tra sè e sè. Torna dopo due minuti "no, non è possibile portargliela senza pollo".

la cena consumata al Parco Tivoli e la famosa insalata di Ros in secondo piano :-DRos gioca la carta del "e se invece di quella insalata me ne portaste una fatta solo per me, semplice...due foglie di lattuga e un pomodoro...?". La ragazza risponde: "devo chiedere. Ma non può scartare il pollo da quella normale?". Ros finge di non aver colto la proposta e attende paziente. Il marito M. nel frattempo ha ordinato una bistecca...perché lui non è estremista come sua moglie. La signorina ritorna e le mostra una foto dal suo cellulare: "il cuoco chiede se va bene un'insalata come questa". "Va benissimo, è perfetta, grazie" risponde Ros affamatissima. La tipa tira un sospiro di sollievo, idem la sottoscritta, e dopo circa venti minuti, mentre lo sposo ha già ripulito ben bene il suo piatto, alla filosofa vengono portate verdure e ortaggi bolliti e dell'olio di oliva al basilico. "Evvai!" esplode la Ros-sastra, addentando un fagiolino.

L'insalata è costata la bellezza di 25 euro.il museo delle navi vichinghe

"Amo, domani cambiamo strategia...mi rifiuto di dilapidare cifre assurde per mangiare una patata bollita, carote e due asparagi" commenta la Ros, in versione nipote taccagnella di Paperon de Paperoni, alla vista del conto...e fu così che lei mangiò patatine fritte ogni singolo giorno del suo viaggio, perché per i danesi l'insalata è cibo strano e i vegetariani sono degli stravaganti e gliela si deve far pagare salata questa smania di essere alternativi :-D.

un'altra nave...Il mattino successivo, dopo una sostanziosa prima colazione, Ros e suo marito hanno subito acquistato la card per l'accesso ai musei e ai mezzi pubblici. Conveniente senza dubbio, ma inizierete la maratona verso i musei, prima che chiudano, e vi terrete per fine serata i pochissimi che hanno la chiusura alle 21.

La prima tappa degli affiatati coniugi è stata Roskilde, fondata dai vichinghi nel X secolo e prima capitale della Danimarca, distante circa venti minuti di treno da Copenhagen. Cittadina molto carina, con una bellissima cattedrale e soprattutto nota per il Vikingeskibsmuseet, dove sono conservati i relitti di 5 navi vichinghe che mille anni fa furono riempite di pietre e fatte affondare nel fiordo, per bloccare il passaggio dei vascelli nemici. Nel 1962 furono recuperate e rimesse insieme. Pur non essendo in ottime condizioni sono state utilissime per comprendere meglio le tecniche navali vichinghe.il museo all'esterno, con il suo piccolo molo

La più grande è una nave da battaglia lunga 30 metri, in grado di portare 70/80 persone. Quella meglio conservata è una nave mercantile di 14 metri che percorreva il Baltico e gli stretti danesi. Le altre tre navi sono un vascello mercantile per i mari profondi, una nave lunga e un traghetto. Il museo illustra anche la storia vichinga e all'esterno c'è anche un cantiere dove vengono costruite copie delle vecchie navi, usando materiali e tecniche originali. In estate si possono vedere navigare nel Roskilde Fjord.

Nota romantica. Mentre Ros si aggirava nello shop, come al solito con il naso per aria, il marito M. chiedeva ad una commessa del negozio di poter comprare una croce vichinga identica a quella da lui acquistata ben 13 anni prima proprio lì. Adesso gli affiatati coniugi portano lo stesso ciondolo al collo :-). Non è incredibilmente romantico questo amorevole gesto dello sposo? Il romanticismo si spreca nella casa degli sposini montanari, sappiatelo :-D!!

Alla prossima tappa!

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